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Magnum Life, al Museo del Violino apre i battenti la mostra sul fotogiornalismo

Un percorso che si snoda lungo le tappe principali della vita di Life, celebre rivista fondata nel 1936, e del suo rapporto con l’agenzia Magnum, i cui principali fotografi, come Robert Capa, David Seymur, Henri Cartier-Bresson e George Rodger furono protagonisti della rivista stessa. La mostra ‘Magnum Life – il fotogiornalismo che ha fatto la storia’ è stata presentata alla stampa questa mattina, mentre ufficialmente aprirà i battenti domani, al Museo del Violino.

L’esposizione, curata da Marco Minutz, si apre sul lavoro di Philipe Halsman, che pubblicò ben 101 copertine su Life. Celebre il suo ritratto del registra Alfred Hitchock durante le riprese del film ‘Gli uccelli’, o quello del pugile Mohamed Ali. In tutte le sale, vi sono degli schermi che proietteranno immagini della rivista, in modo da poter contestualizzare il reportage.

Si procede poi con Werner Bischof, di cui si presentano un paio di reportage storici: quello sulla grande carestia del Bihar (India) nel 1951 e quello della guerra in Corea nel 1952. “Le sue fotografie ebbero granissimo ero e riuscirono a incidere sulle scelte del Congresso americano al punto che stanziò ulteriori risorse per l’India” spiega Minutz. “Questo fotografo aveva la capacità di essere incisivo e di lasciare un impatto sociale notevole”.

Si passa poi a Dennis Stock,  che apre la seconda sala con i suoi splendidi reportage sul celebre attore James Dean. di cui riesce a rivelare il lato più intimo e personale. Una piccola parentesi di cinematografia tra la violenza delle guerre e della povertà. Infatti si torna poi ai reportage più crudi di Bruno Barbey, che porta a immergesi nella durissima guerra del Vietnam, tra il 1971 e il 1972, con due reportage di grande impatto, tra loro complementari: da un lato il racconto delle crudeltà della guerra, dall’altro il dramma della tossicodipendenza, particolarmente diffusa in quegli anni a causa dell’introduzione di eroina a basso prezzo. Queste furono tra le ultime immagini ad essere pubblicate su Life, prima che chiudesse i battenti. “A determinare la chiusura della rivista fu lo spostamento dei budget della pubblicità sulla televisione” illustra Minutz.

Il percorso continua quindi tornando nel mondo del cinema, e in particolare sul set di uno dei film più celebri di sempre: Misfits (Gli spostati), di Artur Miller, che vedeva sulla pellicola protagonisticome Marylin Monroe, Clark Gable e Montgomerty Clift. Fu proprio Magnum ad avere l’esclusiva di seguire le varie fasi di realizzazione del film: per questo schierà alcuni dei suoi più importanti membri: Eve Arnold, Cornelll Capa, Henri Cartier-Bresson, Bruce Davison, Elliot Erwitt, Ernst Haas, Eric Hartmann, Inge Morath e Dennis Stock. “Vi sono immagini inedite, che raccontano anche la crisi tra Marylin e il regista, con cui aveva una relazione, finita poco dopo” spiega il curatore.

A chiudere la mostra alcune sezioni monografiche, con le immagini di Cartier Bresson relative ad un suo viaggio in Russia, e tre reportage storici di Robert Capa: la guerra civile spagnola, lo sbardo in Normandia e la Guerra in Indocina, dove poi morì.

L’inaugurazione privata della mostra si terrà alle 18 di venerdì pomeriggio, mentre aprirà ufficialmente al pubblico nel pomeriggio di sabato 4 marzo, per restare aperta fino all’11 giugno.