Reportage

Vietnam Bruno Barbey (1971 – 1972)

Bruno Barbey si reca per la prima volta in Vietnam nell’aprile del 1971 per un reportage sul grave fenomeno della tossicodipendenza tra i soldati americani. Nei primi anni Settanta la percentuale di militari statunitensi che faceva uso di droghe era altissimo. Si assumeva sostanze stupefacenti per rimanere vigili, per sentirsi invincibili durante gli scontri e soprattutto per non avere paura. L’uso di eroina era in crescita in modo allarmante. I nord-vietnamiti fornivano eroina purissima a bassi costi proprio per favorirne il consumo fra i giovani marines americani. Per far fronte ai casi di dipendenza erano stati creati dei specifici programmi di disintossicazione dove i soldati venivano ricoverati per un primo trattamento. Barbey documenta l’‘Amnesty Program’ attivo presso la base USA di Puhcat, nel sud del paese.

Bruno Barbey ritorna in Vietnam nella primavera del 1972. É il primo fotografo straniero a raggiungere la città di An Loc durante il lungo assedio di 66 giorni. Documenta i massicci raid aerei americani in sostegno delle truppe sud-vietnamite. Alcuni scatti del reportage esclusivo dal Vietnam vengono pubblicati sul numero di Life del 30 giugno 1972 nell’articolo “Anloc Rivisited”. Sarà l’ultimo numero edito prima che la rivista cessi le pubblicazioni.

The Misfits Fotografi Magnum (1960)

Tra luglio e novembre del 1960 ebbero luogo nel deserto del Nevada le riprese di The Misfits – Gli spostati (1961), film diretto da John Huston con Clarke Gable, Marilyn Monroe e Montgomery Clift, e sceneggiato del premio Pulitzer Arthur Miller. Su iniziativa del produttore Frank Taylor, l’agenzia Magnum ebbe l’esclusiva di documentare la produzione a fini promozionali. I 9 fotografi presenti sul set – Eve Arnold (1912-2012), Henri Cartier-Bresson (1908-2004), Cornell Capa (1918-2008), Bruce Davidson (1933), Elliott Erwitt (1928), Ernst Haas (1921-1986), Erich Hartmann (1922-1999), Dennis Stock (1928-2010) e Inge Morath (1923-2002) – lavorarono a coppie che si alternarono ogni quindici giorni. Le riprese del film furono lunghe ed estenuanti, segnate dai continui ritardi sul set di Marilyn e da numerosi problemi dei membri del cast. Alcuni scatti dal back-stage vennero pubblicati sulla rivista Life il 21 novembre 1960 nell’articolo “End of a Famous Marriage” in cui si ufficializzava la crisi coniugale tra Monroe e Miller. Un ritratto di Clarke Gable, firmato da Cornell Capa, apparve sulla copertina di Life del 13 gennaio 1961 mentre nel pezzo “A Famous Pair and a Finale”, si ricordava la scomparsa del divo americano, stroncato da un infarto pochi giorni dalla fine delle riprese.

James Dean Dennis Stock (1955)

Nell’inverno del 1954, ad un party al Chateau Marmont Hotel di Los Angeles, il regista Nicholas Ray presenta Dennis Stock all’attore James Dean, in procinto di recitare nel film Gioventù bruciata. Stock rimane impressionato dal ventiquattrenne protagonista de La valle dell’Eden di Elia Kazan. Propone alla rivista Life di realizzare un servizio fotografico lui dedicato. Alla ricerca delle origini del suo talento, nei mesi successivi Dennis Stock segue James Dean nella vita quotidiana. Nella fattoria dove è cresciuto a Fairmount nell’Indiana, alle lezioni di Lee Strasberg all’Actor’s Studio, con gli amici nei locali newyorkesi durante le notti insonni, sul set ad Hollywood. In questi scatti informali, Stock ci restituisce un’immagine inedita della giovane star emergente. Il reportage viene pubblicato su Life il 7 marzo del 1955 con il titolo “Moody New Star”. Il 30 settembre1955 James Dean muore schiantandosi con la sua Porsche Spider. Le fotografie di Stock lo consegnano per sempre al mito come icona di una gioventù ‘alienata e innocente’.

Indocina Robert Capa (1954)

Nell’aprile 1954 Robert Capa è in Giappone per lavorare al progetto di una nuova rivista. Life gli chiede di sostituire il collega Howard Sochurek, loro inviato in Indocina, per seguire gli sviluppi del conflitto tra le forze indipendentiste di Ho Chi Min e il governo francese. Dopo alcune esitazioni, Capa accetta. Quando giunge in Indocina il lungo assedio di Dien Bien Phu si è già concluso a favore dei Viet-minh, decretando la fine dell’impero coloniale. Capa documenta l’evacuazione della Legione Straniera. Il 25 maggio 1954, insieme ai colleghi John Mecklin e Jim Lucas, si unisce ad una colonna di soldati francesi che procede sulla strada tra Nam Dinh e Thai Binh, nel delta del Fiume Rosso. Avanzano lentamente tra le mine e cecchini. Alle ore 14.55 Bob Capa, il più “grande fotografo di guerra al mondo”, l’uomo dai 70.000 negativi, muore pestando una mina. Nella mano sinistra ha ancora la sua Contax IIa con pellicola in bianco e nero. La nuovissima Nikon S con rullino Kodachrome a colori é stata scagliata lontano. I soldati francesi che avanzano nell’erba alta della risaia vietnamita sono l’ultima foto da lui scattata. Aveva solo 41 anni. Fu il primo fotografo di Life e il secondo dell’agenzia Magnum a morire durante un reportage. Nella stessa giornata infatti arriva la notizia che anche Werner Bischof era venuto a mancare in America Latina il 16 maggio. Come ricordò il fratello di Robert, Cornell Capa “Troppo per un solo giorno”.

Corea Werner Bischof (1952)

Il 25 giugno 1950 l’esercito nord-coreano oltrepassava il 38° parallelo, invadendo la Corea del Sud. L’intervento dell’ONU è immediato. Si scatenò così un conflitto che vedeva opporsi da un lato gli Stati Uniti e dall’altra l’URSS e la Cina comunista. Ad un anno dallo scoppio della guerra, nel luglio del 1951, Werner Bischof si reca in Corea. Raggiunge l’isola di Koje-Do, dove si trova un campo di rieducazione che accoglie oltre 170.000 prigionieri di guerra di ambo i sessi, tra i 6 e i 60 anni. Prevalentemente soldati nord-coreani e cinesi. Nel campo si erano verificati scontri violenti, in alcuni casi mortali. Bischof si concentra sulle storie dei detenuti e si sposta tra gli edifici fotografando la quotidianità nel campo. Documenta i primi controversi effetti della rieducazione: alcuni prigionieri si sono fatti tatuare slogan anti-comunisti sul corpo. Altri rifiutano di essere rimpatriati in Nord Corea. Il reportage viene pubblicato il 31 marzo 1952 sulla rivista Life nell’articolo intitolato “Prisoner’s Island”.  Bischof lamenterà però alcune censure da parte dell’editore.

India – Bihar Werner Bishof (1951)

Nel febbraio 1951 Werner Bishof si reca in India per un reportage sulla carestia nel paese. Realizzarlo si dimostra problematico: il governo locale cerca di dissimulare la gravità della situazione. Bischof fotografa i depositi di Calcutta dove sono stoccati gli aiuti americani e documenta le complicate operazioni di smistamento dei cereali. Segue uno dei convogli che distribuiscono le derrate alimentari e si reca nella regione dove la carestia è più forte: il Bihar. Situata a nord del fiume Gange, la provincia conta oltre 1.200 abitanti per miglio quadro e una popolazione in continuo aumento. A causa di una grave siccità l’agricoltura è in ginocchio e gli abitanti allo stremo. Bischof scatta delle fotografie molto drammatiche, ma al contempo di grande senso compositivo. Il servizio viene pubblicato sulla rivista Life il 28 maggio 1951 con il titolo “U.S. Heeds India’s Plea for Food”. Il reportage ha grande successo e vale a Bischof la notorietà internazionale. Le immagini di forte impatto sull’opinione pubblica, contribuirono a indurre il Congresso americano ad implementare le forniture di cibo per l’India.

D-Day e l’avanzata alleata Robert Capa (1944 -1945)

Tra il 1941 ed il 1945 Robert Capa è tra i fotografi accreditati della rivista Life per documentare l’intervento bellico USA in Europa. Nel maggio del 1943 giunge in Tunisia insieme ai soldati americani. A luglio sbarca in Sicilia al seguito del generale Patton e documenta la risalita alleata fino a Napoli. Dopo aver preso parte allo sbarco di Anzio nel gennaio 1944, in primavera è a Londra, in attesa del D-Day. Il 6 giugno 1944, alle ore 4.35 del mattino, Capa prende parte alla prima ondata di sbarchi in Normandia. Fotografa i soldati americani che avanzano verso la riva di Omaha Beach sotto i colpi dell’artiglieria tedesca. Impressiona a costo della vita 4 rullini da 35mm da 36 pose l’uno. Al momento dello sviluppo per un errore tecnico le pellicole vengono danneggiata. Si salvano solo 11 fotogrammi. Le immagini vengono pubblicato su Life il 19 giugno 1944 nell’articolo “Beachheads of Normandy”. Il 25 agosto Capa documenta la liberazione di Parigi. Segue quindi l’avanzata degli Alleati verso Est, in direzione Berlino. Il 18 aprile 1945 è a Lipsia, dove immortala le ultime vittime americane del conflitto mondiale.

Guerra civile spagnola Robert Capa (1936 – 1939)

Nel gennaio del 1936, il Fronte Popolare spagnolo vince le elezioni dando avvio al governo più riformatore della Seconda Repubblica. Nella notte del 18 luglio le truppe del generale Francisco Franco danno avvio ad un golpe militare per rovesciare il governo legittimamente eletto. Ha inizio la sanguinosa Guerra Civile tra nazionalisti e repubblicani. Già nell’agosto del 1936 Robert Capa si reca in Spagna come corrispondente della rivista Vu. A Barcellona fotografa la resistenza lealista alle forze franchiste. Raggiunge quindi il fronte aragonese. Il 23 settembre, nei pressi di Cerro Muriano, a 13 km da Cordoba, Capa scatta la fotografia al miliziano morente. La foto verrà pubblicata su Life il 12 luglio 1937. È la prima immagine di Capa mai pubblicata dalla rivista americana. Trascorre lunghi mesi a Madrid, documentando la resistenza della città a fianco della Brigate Internazionali. Nei primi mesi del 1937 Capa testimonia il drammatico esodo dalla città di Malaga: chi non muore colpito dalle mitragliatrici, muore di stenti. Nel corso del 1938 Capa segue due scontri decisivi e sanguinosi che segnano il successo delle forze franchiste: la battaglia di Teruel e la battaglia dell’Ebro. La rivista Picture Post lo consacra “miglior fotografo di guerra del mondo”. Nel 1939 Capa è a Barcellona. Dopo aver documentato la caduta delle città e fotografa la fuga di migliaia di profughi verso il confine francese.

101 Life’s covers Philippe Halsman

La collaborazione tra Philippe Halsman e la rivista Life è stata lunga e proficua. Tra il 1942 ed il 1972 suoi scatti sono apparsi nel settimanale e soprattutto sulle copertine, ben 101 in trent’anni. Creatività, introspezione psicologica e verità sono le principali caratteristiche dei ritratti fotografici di Philippe Halsman. Veri e propri studi di carattere in linea con lo stile editoriale della rivista. L’elenco dei protagonisti di queste cover è nutrito: da Grace Kelly a John F. Kennedy; da Louis Armstrong ad Albert Einstein. La prima copertina di Halsman, con l’immagine “Eye Catcher”, data 5 ottobre 1942. La soglia delle 50 copertine viene raggiunto già nel settembre del 1951: protagonista l’italiana Gina Lollobrigida. Il 9 novembre del 1959 Marilyn Monroe appare per la seconda volta su una cover di Life. La diva è immortalata mentre salta. Philippe Halsman ha inventato una sua personale formula di ritratto psicologici: la jumpology. A conclusione di ogni servizio, chiedeva al soggetto di saltare, costringendolo così ad essere più autentico. Il 23 gennaio 1970 esce la centesima copertina di Life firmata Halsman.